GEMMOLOGIA ANTICA vi svelo che:

Ecco la rappresentazione artistica del Pettorale del Gran Sacerdote Aronne, con le dodici gemme incastonate e i dettagli dorati che lo rendono un simbolo sacro.

GEMMOLOGIA ANTICA Parte seconda

(Parte Prima qui)

Il Pettorale del Gran Sacerdote Aronne, ordinato da Dio a Mosè (Esodo, XIX dinastia egizia, 1293–1188 a.C.), riuniva 12 gemme incise ad intaglio, incastonate in un rettangolo di 3×4, simbolo delle 12 tribù di Israele.

Esodo 28, 15-21

Farai il pettorale del giudizio, artisticamente lavorato, di fattura uguale a quella dell’efod: con oro, porpora viola, porpora rossa, scarlatto e bisso ritorto. Sarà quadrato, doppio; avrà una spanna di lunghezza e una spanna di larghezza. Lo coprirai con una incastonatura di pietre preziose, disposte in quattro file. La prima fila: una cornalina, un topazio e uno smeraldo; la seconda fila: un turchese, uno zaffiro e un berillo; la terza fila: un giacinto, un’agata e un’ametista; la quarta fila: un crisòlito, un’onice e un diaspro. Saranno inserite nell’oro mediante i loro castoni. Le pietre corrisponderanno ai nomi degli Israeliti: dodici, secondo i loro nomi, e saranno incise come sigilli, ciascuna con il nome corrispondente, secondo le dodici tribù…

Esodo 28, 9-12

Prenderai due pietre di onice e inciderai su di esse i nomi degli Israeliti: sei dei loro nomi sulla prima pietra e gli altri sei nomi sulla seconda pietra, in ordine di nascita. Inciderai le due pietre con i nomi degli Israeliti, seguendo l’arte dell’intagliatore di pietre per l’incisione di un sigillo; le inserirai in castoni d’oro. Fisserai le due pietre sulle spalline dell’efod, come pietre che ricordino presso di me gli Israeliti; così Aronne porterà i loro nomi sulle sue spalle davanti al Signore, come un memoriale…

Apocalisse 21, 10-21

L’Angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scendeva dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. La città è cinta da un grande e alto muro con dodici porte; sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli di Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte. Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.

Colui che parlava aveva come misura una canna d’oro, per misurare la città, le sue porte e le sue mura. La città è a forma di quadrato, la sua lunghezza è uguale alla larghezza. L’angelo misurò la città con la canna: misura dodicimila stadi; la lunghezza, la larghezza e l’altezza sono uguali. Ne misurò anche le mura: sono alte centoquarantaquattro braccia, secondo la misura in uso tra gli uomini adoperata dall’angelo. Le mura sono costruite con diaspro e la città è di oro puro, simile a terso cristallo. Le fondamenta delle mura della città sono adorne di ogni specie di pietre preziose. Il primo fondamento è di diaspro, il secondo di zaffiro, il terzo di calcedonio, il quarto di smeraldo, il quinto di sardonice, il sesto di cornalina, il settimo di crisòlito, l’ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisopazio, l’undicesimo di giacinto, il dodicesimo di ametista.

E le dodici porte sono dodici perle; ciascuna porta è formata da una sola perla. E la piazza della città è di oro puro, come cristallo trasparente…

Le pietre venivano scelte probabilmente per le loro virtù taumaturgiche o magiche, anche se nell’Apocalisse emergono considerazioni anche per le proprietà estetiche (colore, lucentezza) e chimico-fisiche (durezza, struttura). La scelta delle gemme era legata a

 

giacimenti fuori dalla Palestina, in Asia Minore, Siria, Alto Egitto, Arabia e Persia, oltre alle Indie Orientali, da cui giungevano carovane di mercanti. Queste gemme erano considerate doni misteriosi, destinati a riflettere solidità e splendore, simboli della gloria divina.

Oro: viene citato due volte, simbolo regale per eccellenza; l’oro è un elemento nativo (costituito da un solo elemento); è diffusissimo in natura oltre che nelle rocce anche nelle sabbie, nell’acqua e in alcune piante tipo l’Equisetum. Solitamente è in forma non cristallizzata; solo raramente si ritrovano cristalli ottaedrici. È spesso in lamine, granuli aggregati fibrosi e dendritici, associato ad altri minerali. Anticamente, si trovava in giacimenti in Egitto, tra il Nilo e la costa del Mar Rosso.

Diaspro: primo fondamento della città celeste. È una varietà microcristallina di silice, un calcedonio impuro a struttura compatta, non fibrosa ed opaca, a frattura concoide; può contenere impurezze di ossidi e idrossidi di ferro, manganese o sostanze organiche. Si ritrova in masse considerevoli o in ciottoli. È usato fin dall’antichità come materiale da decorazione più che come gemma. Ha colorazione variabile: bianca, rossa, rosso-sangue, verde, blu, gialla, bruna, nera, uniforme o a macchie. In Egitto si trovava sia una varietà bruna che una sanguigna, ma era presente anche in Asia Minore con una varietà gialla, usata per mosaici a S. Marco (Firenze).

Zaffiro: secondo fondamento; ossido di alluminio. Il suo nome proviene dal greco o dal sanscrito (sappir = la cosa più bella); usato nella glittica. Fa parte della famiglia dei corindoni insieme al rubino e la sua colorazione è dovuta alla presenza del titanio e del ferro; talvolta presenta inclusioni liquide. Si ritrova in cristalli prismatici pseudo-esagonali nelle masse eruttive in Birmania, Ceylon, Cashemir, ma è presente anche nelle sabbie e ghiaie unito al rubino, allo zircone, alla tormalina, al granato e al quarzo.

Calcedonio: terzo fondamento. Il nome proviene dalla città di Khalkeedon in Asia Minore. È una varietà fibrosa del quarzo, semitrasparente in lamine e con lucentezza coroide in massa. Presenta colorazione biancastro-azzurrognola o grigia, ma è molto variabile. Si trova anche in noduli a struttura concentrica e fasce di colore, in geodi nelle antichissime colate stratoidi. Poiché è una concrezione, può subire erosione selettiva, presentando rilievi o creste e depressioni a cratere. Si può trovare anche in legni fossili silicizzati. È microporoso, caratteristica che spiega l’assorbimento delle montature metalliche nei materiali di scavo. Proviene da Siria, Indie Orientali e Turchia, ed era apprezzato in Mesopotamia e Persia sin dal VI millennio a.C., soprattutto per la glittica. Esistono vari tipi di calcedonio:Dendritico (detto “pietra albero”): i segni di arborescenza sono dovuti al manganese o ferro;Muschiato: con inclusioni verdi che danno l’impressione del muschio;Azzurro (o saffirino): diffuso in Mesopotamia; Corniola: rosso-arancio, usata per collane e pendenti sin dal VI millennio a.C; Sarda: bruno-rossastra, raccolta come ciottoli alluvionali; Eliotropio: verde muschio opaco, noto per diffrangere i raggi solari, creduto dotato di poteri magici; Agata: con colori stratificati, impiegata fin dal 6500 a.C. per “occhi magici” e diffusa in diverse regioni, tra cui Bengala, Persia e Cina.

Smeraldo: Quarto fondamento, il cui nome significa “pietra verde” (smaragdos). È una varietà di berillo colorata dall’ossido di cromo. Proveniva da giacimenti dell’Alto Egitto e della costa del Mar Rosso, sfruttati già nel 1650 a.C. sotto Sesostri. Lo smeraldo era particolarmente prezioso per il suo colore e proveniva anche da miniere tra il Danubio e il Don, rendendolo una delle pietre più costose.

 

Sardonice: Quinto fondamento, chiamata sarda da Sardis in Asia Minore. È un calcedonio con tonalità rosso-bruno o marrone, affine alla corniola, e si trovava in Egitto, Iran e Mesopotamia. Nella Bibbia, il termine potrebbe indicare una pietra rossa non identificata con certezza.

Cornalina: Sesto fondamento, variante rossa del calcedonio, il cui colore è dovuto all’ossido di ferro. Proveniva dall’Arabia e dalla Persia ed era molto apprezzata nella glittica.

Crisòlito: Settimo fondamento, noto come “pietra d’oro”, probabilmente una varietà di olivina o tormalina. Ha colori che vanno dal verde mela al verde oliva chiaro. La Siria e il Libano ospitavano giacimenti di crisoliti associati a leggende bibliche, come la distruzione di Sodoma e Gomorra. In Libia si trovano crisoliti vetrosi di origine misteriosa, interpretati da alcuni scienziati come resti di esplosioni meteoritiche.

Berillo: Ottavo fondamento, silicato di alluminio e berillio. Le sue varianti pregiate includono l’acquamarina (azzurra) e lo smeraldo (verde). La genesi del berillo è legata a intrusioni di soluzioni mineralizzanti in rocce sedimentarie o filoni granitici.

Topazio: Nono fondamento, il nome potrebbe derivare dal sanscrito tapas (fuoco) o dall’isola Topazos nel Mar Rosso. La pietra indicata nella Bibbia è probabilmente un’olivina. Il vero topazio è un silicato di fluoro e alluminio, con colorazioni che variano dal giallo oro al blu.

Crisopazio: Decimo fondamento, noto anche come crisoprasio, è una varietà di calcedonio verde mela. La sua colorazione è instabile e può sbiadire alla luce solare.

Giacinto: Undicesimo fondamento, probabilmente una varietà di zircone di colore vermiglio o di granato essonite. Nell’antichità era associato alla prudenza e alla clemenza divina.

Ametista: Dodicesimo fondamento, quarzo di colore viola intenso. Usata per pendenti e amuleti sin dal III millennio a.C., è legata alla leggenda secondo cui la ninfa Ametista, per sfuggire a Bacco, fu trasformata in pietra. Bacco, pentito, le donò il colore del vino e il potere di preservare dagli effetti dell’ebbrezza.

 

ricerca curata dal Gemmologo Dr. Fabio Pivari,

coorispondente da Genzano di Roma.

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