Quando il nostro sguardo scruta una casa da lontano, capita di immaginare la vita che si svolge nel suo interno, attraversando quella finestra con la mente ci ritroviamo una luce offuscata, un ambiente sereno. Un uomo che legge il giornale, una donna seduta ad un vecchio pianoforte, dei bambini che giocano tra di loro e il suono di un sonaglino posizionato sull coda di un gatto che si trastulla con una piccola pallina colorata . Il gatto è il protagonista della nostra storia. Questi teneri animaletti così socievoli ,con il loro suono rilassante, riescono a liberarci dallo stress. Ad alcuni proprio non piace, ma sono molti di più coloro che lo amano tanto che in Italia è stata creata nel 1990 la Festa del Gatto che ricorre il 17 febbraio. Si tratta di una giornata di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sull’adozione dei gatti. Questa ricorrenza viene celebrata in date diverse in zone diverse. All’estero, esattamente ,a Istanbul il gatto si festeggia l’otto agosto .Questo popolo si prende cura dei gatti, tenendoli liberi in strada, evitando di chiuderli in casa, lasciandoli vivere in piena indipendenza. A Istanbul ci sono rifugi per i gatti e piatti colmi di cibo e ciotole di acqua anche fuori dai negozi.
Anche l’astrofisica e divulgatrice scientifica Margherita Hack amava i gatti. Scrisse di loro : “‘C’è chi sogna di incontrare gli extraterrestri e non ha mai avuto un cane o un gatto e non sa che cosa ha perso, di quanto affetto e intelligenza sono capaci .” Non conoscere e non amare gli animali è una grave perdita per la nostra stessa vita e felicità, diceva Margherita Hack. Sin dal periodo egizio godevano di grande prestigio, venivano trattati come delle divinità portafortuna. La popolazione era entusiasta di loro gli attribuivano poteri magici. Erano trattati come animali divini, capaci di proteggere il popolo. Il gatto proteggeva realmente gli Egiziani, infatti, si occupava di cacciare i topi che infestavano i raccolti e potevano facilitare la diffusione della peste. Era considerato un animale Sacro. Il gatto era sacro al Sole e a Osiride mentre la gatta alla Luna e a Iside. Gli Egizi veneravano Bastet, una divinità con corpo di donna e testa di gatta. Bastet era figlia di Iside e sorella del Dio Orus. La vita dei gatti in Egitto era meravigliosa.
Purtroppo, diversa fu la situazione nel periodo del Medioevo: i gatti venivano visti come creature magnetiche e che avevano a che fare con la stregoneria. I loro padroni erano ,solitamente, donne nubili o vedove paragonate alle streghe tanto da ritenere che le aiutassero nei sortilegi. I più sfortunati erano i gatti neri considerati animali al servizio delle streghe, se non streghe vere e proprie che avevano assunto sembianze feline grazie ai loro poteri magici. Probabilmente la credenza deriva dal fatto che il nero era un simbolo di morte e di lutto.
Di Dr.ssa Carmen Vecchio,
Corrispondente da Giarre (CT).